Bonus Ristrutturazione 2026: Aliquote, Massimali e Requisiti

Il bonus ristrutturazione è la detrazione IRPEF che permette di recuperare parte delle spese sostenute per interventi edilizi sulla propria abitazione, dal rifacimento degli impianti alla ristrutturazione completa. È una delle agevolazioni fiscali più utilizzate dai proprietari di casa in Italia, perché si applica a una gamma molto ampia di lavori e non richiede requisiti di reddito. La normativa viene aggiornata quasi ogni anno con la legge di bilancio: per questo motivo aliquote e massimali vanno sempre verificati sull'annualità corrente.

Cos'è il bonus ristrutturazione e a chi si rivolge

Il bonus ristrutturazione nasce come detrazione IRPEF prevista dall'articolo 16-bis del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986), pensata per chi sostiene spese di recupero del patrimonio edilizio residenziale. Possono richiederla i proprietari, i nudi proprietari, i titolari di un diritto reale di godimento come usufrutto, uso o abitazione, e — a determinate condizioni documentali — anche inquilini e comodatari che sostengono materialmente la spesa con il consenso del proprietario. La detrazione spetta per lavori su singole unità immobiliari residenziali e sulle parti comuni degli edifici condominiali.

Negli anni la misura ordinaria (36% con massimale di 48.000 euro) è stata più volte potenziata da leggi di bilancio successive, che hanno alzato aliquota e tetto di spesa. Questo potenziamento viene prorogato di anno in anno, motivo per cui l'aliquota effettiva applicabile va sempre controllata sulla normativa in vigore nell'anno di sostenimento della spesa.

Aliquota e massimali del bonus ristrutturazione nel 2026

La legge di bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha prorogato per tutto il 2026 il regime potenziato già in vigore nel 2025. La distinzione principale riguarda la destinazione dell'immobile: l'aliquota più alta è riservata a chi interviene sulla propria abitazione principale.

Nel 2026 la detrazione per interventi sull'abitazione principale resta al 50%, su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare.

Per le seconde case e gli immobili non adibiti ad abitazione principale, l'aliquota applicabile è del 36%, sempre entro lo stesso massimale di spesa di 96.000 euro per unità.

Dal 2027, salvo ulteriori proroghe della legge di bilancio, l'aliquota è destinata a scendere al 36% per l'abitazione principale e al 30% per le altre unità immobiliari.

Beneficiario dell'interventoAliquota 2026Massimale di spesaAliquota dal 2027 (salvo proroghe)
Abitazione principale50%96.000 € per unità immobiliare36%
Altri immobili (seconde case, immobili a disposizione)36%96.000 € per unità immobiliare30%
Parti comuni condominiali136.000 €

Un aspetto rilevante per il 2026: gli interventi per il superamento delle barriere architettoniche, che fino al 2025 avevano un bonus dedicato al 75%, sono confluiti nel regime ordinario del bonus ristrutturazione a partire da quest'anno.

Quali interventi rientrano nel bonus ristrutturazione

Rientrano nell'agevolazione gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari, oltre a tutti gli interventi — anche di manutenzione ordinaria — realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali. A Milano, ristrutturare un appartamento comporta oggi costi molto variabili in base al livello di intervento, dalla sostituzione degli impianti al rifacimento completo degli ambienti.

Gli interventi più invasivi, come lo spostamento di pareti portanti, il rifacimento degli impianti elettrici o idraulici, o l'aumento di superficie utile, richiedono in genere il deposito di un titolo edilizio in Comune prima dell'inizio dei lavori. Per gli interventi che modificano la sagoma dell'edificio serve un titolo abilitativo più corposo, distinto dalla semplice comunicazione di inizio lavori.

La detrazione copre sia il costo della manodopera sia quello dei materiali, oltre a spese tecniche collegate come progettazione, direzione lavori e perizie, quando necessarie per l'intervento.

Come funziona la detrazione: pagamenti, documenti e quote annuali

La detrazione del bonus ristrutturazione non viene erogata in un'unica soluzione: si recupera in dieci quote annuali di pari importo, a partire dalla dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui la spesa è stata sostenuta.

La detrazione si recupera in dieci quote annuali di pari importo: chi sostiene la spesa nel 2026 inizierà a beneficiarne dalla dichiarazione dei redditi 2027.

Per accedere al beneficio è indispensabile pagare con bonifico bancario o postale "parlante", cioè un bonifico che riporti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA (o il codice fiscale) dell'impresa che esegue i lavori. Dal 2023 le opzioni di sconto in fattura e cessione del credito non sono più generalmente disponibili per questa agevolazione, salvo eccezioni previste per interventi in territori colpiti da eventi sismici.

RequisitoDettaglio
Modalità di pagamentoBonifico bancario o postale "parlante" con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell'impresa
Documentazione da conservareFatture e ricevute fiscali relative a lavori e materiali
Sconto in fattura / cessione del creditoNon più disponibili in via generale dal 2023, salvo eccezioni per zone sismiche
Ripartizione della detrazione10 quote annuali di pari importo, a partire dall'anno di sostenimento della spesa
Soggetti che possono richiederlaProprietari, nudi proprietari, titolari di usufrutto/uso/abitazione, inquilini e comodatari con consenso del proprietario

Bonus mobili: la detrazione collegata al bonus ristrutturazione

Chi effettua un intervento di recupero edilizio che rientra nel bonus ristrutturazione può accedere anche al bonus mobili, una detrazione distinta ma collegata, pensata per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all'immobile ristrutturato.

Il bonus mobili collegato consente di detrarre il 50% di una spesa massima di 5.000 euro per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all'unità immobiliare ristrutturata.

Anche in questo caso la legge di bilancio 2026 ha confermato la misura fino a fine anno, con la stessa aliquota del 50%. Il limite di spesa è riferito alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione: chi interviene su più immobili può beneficiare del bonus mobili una volta per ciascuna unità. Anche per il bonus mobili vale la stessa ripartizione in dieci quote annuali e l'obbligo di pagamento tracciabile.

Domande frequenti sul bonus ristrutturazione

Bonus ristrutturazione e bonus mobili sono cumulabili?

Sì, sono due detrazioni distinte e cumulabili, a condizione che l'acquisto di mobili ed elettrodomestici sia collegato a un intervento di recupero edilizio che dà diritto al bonus ristrutturazione sulla stessa unità immobiliare, anche se già iniziato.

Cosa succede se l'imposta dovuta è inferiore alla quota di detrazione annuale?

La parte di detrazione che eccede l'imposta lorda dovuta in quell'anno non è rimborsabile e non può essere recuperata negli anni successivi: per questo motivo la capienza IRPEF va valutata prima di pianificare la spesa.

Anche chi non è proprietario dell'immobile può richiedere la detrazione?

Sì, la detrazione spetta anche a inquilini, comodatari e familiari conviventi del possessore, purché sostengano effettivamente la spesa e rispettino i requisiti di pagamento e documentazione previsti dalla normativa.

La manutenzione ordinaria rientra nel bonus ristrutturazione?

Sulle singole unità immobiliari, di norma no: la manutenzione ordinaria è agevolabile solo se realizzata sulle parti comuni condominiali. Sulle unità private rientrano invece manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

Fino a quando resta valida l'aliquota del 50% per l'abitazione principale?

L'aliquota potenziata del 50% è confermata per tutto il 2026 dalla legge di bilancio in vigore. Dal 2027 è prevista una riduzione al 36%, salvo ulteriori proroghe che vengono normalmente decise con la successiva legge di bilancio.

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