Una giovane coppia di sposi ha deciso di trasformare quello che per anni era stato l’appartamento della nonna: un luogo pieno di ricordi, di momenti d’infanzia, di atmosfere familiari che il tempo aveva sedimentato negli spazi e negli oggetti. Il desiderio non era semplicemente quello di rinnovare l’abitazione, ma di accompagnarla in una nuova fase della sua vita, mantenendo intatta l’anima domestica che l’aveva sempre caratterizzata.
Il progetto di ristrutturazione è stato quindi pensato come un delicato equilibrio tra memoria e contemporaneità. L’intervento ha comportato una revisione profonda dell’impianto distributivo originario, attraverso demolizioni e nuove costruzioni che hanno ridisegnato buona parte degli spazi, liberando l’appartamento dalla frammentazione tipica delle abitazioni del passato.
L’ingresso introduce oggi in un ampio soggiorno che diventa immediatamente il cuore pulsante della casa. Uno spazio aperto, luminoso, concepito come luogo di incontro e condivisione. Qui la vita domestica si sviluppa in maniera fluida, tra momenti di relax, convivialità e quotidianità.
Accanto al soggiorno prende forma una cucina abitabile, pensata per mantenere un dialogo continuo con la zona giorno. Pur potendo essere separata quando necessario, la cucina rimane visivamente e funzionalmente connessa agli altri ambienti, contribuendo a creare un grande spazio domestico unitario.
La zona notte è stata completamente ripensata per rispondere alle esigenze della nuova vita familiare. Il progetto accoglie due bagni — di cui uno padronale con accesso diretto dalla camera matrimoniale — una cabina armadio, una camera doppia e un piccolo studio, concepito come uno spazio raccolto dedicato al lavoro o alla lettura.
Il gesto progettuale più forte dell’intervento si concentra però su un elemento apparentemente secondario: il corridoio.
Tradizionalmente percepito come un semplice spazio di passaggio, qui diventa invece il fulcro dell’intero progetto. Gli architetti hanno deciso di enfatizzarlo trasformandolo in una vera e propria scatola architettonica grigia, una spina dorsale che attraversa l’appartamento e ne organizza la distribuzione.
Un binario luminoso accompagna lo sviluppo di questo volume, sottolineandone la direzione e amplificando la percezione prospettica dello spazio. Il corridoio si trasforma così da elemento funzionale a gesto architettonico riconoscibile, capace di costruire l’identità dell’intero intervento.
A dialogare con questa architettura lineare è il pavimento in parquet a spina di pesce ungherese in tonalità chiara. Il disegno del parquet segna una direzione precisa e crea un contrasto visivo con la linearità della scatola grigia, generando una tensione geometrica che arricchisce la percezione dello spazio.
Il linguaggio architettonico dell’appartamento è volutamente essenziale. Le porte rasomuro, compresa quella d’ingresso, scompaiono nella superficie delle pareti, contribuendo a rafforzare l’effetto di continuità e pulizia formale.
Anche i bagni diventano luoghi di ricerca materica. Le superfici giocano con diverse tonalità del grigio, creando ambienti sofisticati e contemporanei. Il bagno padronale, in particolare, assume un carattere quasi scenografico: una vasca freestanding emerge come elemento centrale dello spazio, incorniciata da una composizione di tronchi d’albero che introduce una presenza naturale e inattesa, capace di trasformare il bagno in un ambiente immersivo e suggestivo.
L’arredamento segue una palette coerente con il linguaggio architettonico del progetto. Le tonalità del grigio e del tortora si combinano con il calore del legno scuro, creando un equilibrio tra contemporaneità e accoglienza. Il risultato è un ambiente sofisticato ma profondamente domestico, dove materiali e colori contribuiscono a costruire un’atmosfera elegante e rilassata.
Ma forse il momento più significativo di questo progetto non è legato alle scelte materiche o alle soluzioni spaziali.
È il momento in cui i giovani proprietari hanno varcato nuovamente la soglia della casa.
Una casa completamente trasformata, pensata per la loro nuova vita, ma che conserva ancora — in modo sottile e quasi invisibile — l’essenza dei ricordi che l’hanno abitata.
Ed è proprio in questa capacità di unire memoria e trasformazione che il progetto trova la sua vera forza.
Una casa nuova, che continua però a raccontare una storia.
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