Progettazione di una casa dell’acqua – Concorso ad invito

Il concorso ad invito “Aquatecture” prevedeva la riprogettazione delle case dell’acqua, distributori di acqua purificata.
La ricerca ha avuto luogo seguendo diversi fronti: dal tema dell’acqua al tema delle fontane come luoghi di aggregazione e ritrovo. In particolar modo essa ha fondato le sue radici nella questione dell‘ecosostenibilità, volendo così creare un‘architettura che sia vicina alle tematiche ambientali che affliggono il pianeta.

Acqua, come sinonimo di vita, di nascita; acqua come bene primario, sprecata nel suo uso; acqua come rappresentazione fisica della fontana; acqua sotto forma di getto, identificativo della piazza, classico luogo di aggregazione sociale.

Da questi requisiti nasce il progetto. L’architettura diventa simbolo evocativo e sociale: dal corpo centrale, perno della struttura che riprende la forma della fontana classica, si levano delle braccia, cristallizzazioni del getto d’acqua, delimitando lo spazio e rimandando allo stesso tempo alla piazza. Questi diventano “elementi ecosostenibili”, raccogliendo l’acqua piovana e incanalandola per sfruttarla.

E’ da quest’ultima caratteristica che nasce il nome EcH2O, simbolo di una forte valenza ambientale del progetto che tenta, non tanto di dare, ma soprattutto di essere un messaggio sociale, quel messaggio di una ripresa di coscienza da parte di tutti del valore di questo bene, l’acqua, un valore perso, o a volte manipolato.

L’architettura vuole essere sinonimo di un messaggio dove l’acqua non è soltanto quella che c’è all’interno di una bottiglia, o quella che arriva dalle falde del sottosuolo, ma è anche quella che ci circonda, quella che ritorna al suolo sotto forma di pioggia, quella da cui noi ci ripariamo, che non usiamo, ma che in realtà è sempre acqua, che puo’ essere riutilizzata per mille scopi, e perché no, anche per essere bevuta.

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial
error: Content is protected !!